06 novembre, 2019

La Corte boccia la radiazione di Venturi (comunicato)

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Apprendiamo dai giornali che la Corte costituzionale ha accolto il ricorso dell'assessore alla Sanità emilano-romagnola Sergio Venturi contro il provvedimento di radiazione comminatogli l'anno scorso dall'Ordine dei medici di Bologna. Secondo il Consiglio disciplinare dell'Ordine, Venturi avrebbe violato i suoi doveri deontologici approvando una delibera regionale del 2016 in cui si autorizzava la presenza del solo personale infermieristico a bordo delle ambulanze.

L'associazione Eunoè non può entrare nel merito giuridico della decisione, ma in punto di metodo osserva che la Corte, secondo quanto anticipato dalla stampa, avrebbe giudicato illegittimo il provvedimento disciplinare in quanto l'atto sanzionato sarebbe di natura politica e non direttamente connesso all'attività, o comunque alla condizione di medico di Venturi.

In ciò sembra essersi implicitamente affermata l'autosufficienza dell'istanza amministrativa rispetto a quella scientifica, medica e deontologica, se non addirittura il suo primato. Ci duole particolarmente che ciò avvenga in modo selettivo quando si tratta di avallare una misura così chiaramente lesiva della qualità dell'assistenza sanitaria, e quindi della salute della collettività. Nel richiamare il proprio associato, il Consiglio dell'Ordine ha agito non solo a tutela di pazienti e sanitari ribadendo l'importanza di un'assistenza medica qualificata già nel primissimo soccorso, ma anche nel pieno riconoscimento della responsabilità etica e civile della figura del medico, che resta tale anche una volta dismesso il camice.

Mentre esponenti politici e persino ministri ripetono che la politica deve «abbassare le bandierine» quando «parla la scienza», oggi scopriamo che se si tratta invece di ridurre la qualità dell'assistenza per ragioni neanche politiche, ma di budget, allora va benissimo il contrario: sono la scienza e la buona pratica che si devono ritirare in buon ordine. In questa contraddizione troviamo una conferma ulteriore del pericolo di avere confuso i due domini, come abbiamo denunciato nel nostro Manifesto e altrove.